{"product_id":"9788833973524","title":"Opere vol. 17: Lo sviluppo della personalità","description":"Questi scritti, dedicati al problema dell’educazione e maturati lungo l’arco di un trentacinquennio, offrono \u003cb\u003eampia testimonianza del graduale distacco di Jung dalla teoria freudiana della sessualità infantile e seguono passo passo l’elaborazione dei capisaldi teorici della psicologia analitica\u003c\/b\u003e. Il primo saggio della raccolta, \u003ci\u003eConflitti dell’anima infantile\u003c\/i\u003e (1910), è infatti ideato come un parallelo al caso del «piccolo Hans» e presenta le fobie e le curiosità in materia sessuale emerse in Anna, una bambina di quattro anni, figlia di un padre «edotto in psicoanalisi» ed educata senza ipocrisie. Dall’analisi rigorosamente freudiana delle conversazioni e dei sogni della «piccola Anna» Jung passerà poi ad orizzonti più ampi e a un pensiero più autonomo e originale nei confronti del maestro. Egli scoprirà anche \u003cb\u003enelle fantasie infantili la forza ammaliante degli archetipi, nonché la presenza della tendenza inconscia – nella psiche individuale – a elaborare in maniera archetipica i dati della realtà, al punto da trasformare individui di per sé innocui o addirittura insignificanti in dèi e dee, terribili agli occhi dei loro figli\u003c\/b\u003e: «Dietro ogni singolo padre c’è infatti l’immagine eterna del Padre, e dietro il fuggevole fantasma della propria madre traspare la magica figura della Madre». Una posizione critica nei confronti di Freud e di Adler è assunta da Jung anche nel saggio centrale del volume. \u003ci\u003ePsicologia analitica dell’educazione\u003c\/i\u003e (1926\/1946), riproposto qui nella storica traduzione di Roberto Bazlen: in esso Jung discute ed esemplifica alcuni gruppi di disturbi psichici infantili, tra cui il deficit intellettuale, l’epilessia, la nevrosi e la psicosi, e insieme presenta i fondamenti del suo metodo di indagine dell’inconscio. L’idea basilare esposta anche negli altri scritti nati da conferenze tenute da Jung di fronte a un pubblico di educatori (\u003ci\u003eIl significato dell’inconscio nell’educazione individuale\u003c\/i\u003e, 1928; \u003ci\u003eIl bambino dotato\u003c\/i\u003e, 1943 ecc.) è quella dell’\u003cb\u003eeducazione permanente, della necessità cioè di educare non tanto il bambino quanto piuttosto l’adulto stesso che del bambino si occupa\u003c\/b\u003e: \u003ci\u003eQuis custodiet custodes\u003c\/i\u003e? Come potrebbe educare un genitore che rimane un eterno bambino? o come potrebbe un educatore far emergere la «personalità» del bambino se lui stesso ne è privo? Senza indulgere alla retorica dei grandi principi, Jung afferma che la \u003cb\u003emigliore educazione nasce dall’esempio «Contagioso» di chi riesce, sia pure con sofferenza, a far luce nella propria psiche, accogliendone anche i lati più oscuri, senza essere costretto – come fanno i più – a proiettare i propri complessi inconsci su quello schermo vergine che è ogni bambino\u003c\/b\u003e.\u003cbr\u003e","brand":"Bollati Boringhieri","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":47136145670384,"sku":"9788833973524","price":22.99,"currency_code":"USD","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0737\/7593\/9824\/files\/9788833973524_p0.jpg?v=1763753297","url":"https:\/\/shop-qa.barnesandnoble.com\/products\/9788833973524","provider":"Barnes \u0026 Noble (DEV)","version":"1.0","type":"link"}