{"product_id":"9788852017216","title":"Leopardi","description":"Al principio della sua vita, Giacomo Leopardi  era felice. Nell'infanzia, gioia, furia, «allegrezza  pazza» riempivano le sue giornate. Era amato  e ammirato dai fratelli. Il padre Monaldo pareva  uscito da un'opera buffa: chiacchierone, bizzarro,  paradossale, del tutto inetto a sopportare  la realtà. La bellissima madre Adelaide non  baciava i figli, non dava carezze, ma Monaldo  fu per Giacomo padre e madre insieme, con  una tenerezza grandiosa e assorbente. L'immensa  biblioteca era il centro della vita familiare;  Giacomo vi vedeva riflessi l'ordine e l'armonia  dell'universo; ogni cosa aveva un senso.  Poi l'infelicità piombò su di lui.\u003cbr\u003e  Cosa accade a Leopardi nel cuore della sua  giovinezza? Un «sistema di malattie» si impadronisce  del suo organismo. Giacomo non  sente più né la natura né la bellezza; il sentimento,  l'entusiasmo si dileguano; l'infelicità  umana è irrimediabile. Non gli resta che sopportare:  arte in cui diventa, in pochi anni, un  maestro. Ma la sua mente è innamorata delle  contraddizioni, dei rovesciamenti e degli  sdoppiamenti. Così, continua a ricercare la felicità,  pur sapendo che è un'impresa disperata.  La insegue nel piccolo, accogliente mondo  aristocratico-borghese di Bologna; a Pisa, nella  tenue aria primaverile; a Firenze, tra le luci  autunnali del lungarno; tra i gelati, le pasticcerie  e i panorami di Napoli. Vive quasi tutto  il resto della sua vita celando i dolori, le angosce,  la desolazione, le passioni, la solitudine, il  dono di essere un genio immenso.\u003cbr\u003e  Leopardi non conosceva i tempi e i luoghi moderni,  non apparteneva a nessuna epoca, né a  quella presente né a quella passata. Era a casa  dappertutto e da nessuna parte. Questa radicale  estraneità gli permise di comprendere come  nessun altro il diciannovesimo e il ventesimo  secolo, la società borghese e quella di massa.  Se leggiamo lo \u003ci\u003eZibaldone\u003c\/i\u003e, lampi ci richiamano  di continuo alla memoria Nietzsche, Spengler,  Adorno. Senza saperlo, Leopardi ci parla di  Flaubert, di Kafka, di Musil, di Gadda, di tutti  gli scrittori novecenteschi votati alla «disperazione  placida», all'incompiutezza, all'analisi  ininterrotta, alla condizione di stranieri. Ma al di là dell'intelligenza e della incredibile velocità  mentale, in ogni sua poesia echeggia una  musica inesprimibile con le parole, quella facoltà  misteriosa che gli consente di far nascere  sotto i nostri occhi qualcosa che non conoscevamo:  la luce della luna.\u003cbr\u003e  Pietro Citati ci conduce attraverso la vita di  Leopardi fino al cuore segreto della sua opera  con la stessa sicurezza e partecipazione con cui  ha saputo rivelarci l'essenza di Goethe, di Tolstoj,  di Kafka, di Proust. Ci sono in questo libro  alcune importanti novità biografiche e molte  letture fresche e originali. Ma c'è soprattutto,  come avrebbe voluto Leopardi, la capacità di  immedesimarsi nello scrittore, di seguire ogni  minimo impulso del testo, fino a creare una  nuova opera, vibrante e appassionata.","brand":"MONDADORI","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":47136008175856,"sku":"9788852017216","price":8.99,"currency_code":"USD","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0737\/7593\/9824\/files\/9788852017216_p0.jpg?v=1763755725","url":"https:\/\/shop-qa.barnesandnoble.com\/products\/9788852017216","provider":"Barnes \u0026 Noble (DEV)","version":"1.0","type":"link"}