{"product_id":"9788852017513","title":"La bontà insensata","description":"«Mi sono reso conto che non riusciremo mai  a debellare dalla Storia il male che gli uomini  commettono nei confronti degli altri uomini.  Nonostante il trauma di Auschwitz, i genocidi  e i crimini contro l'umanità sono continuati  nei gulag staliniani, in Biafra, in Ruanda, in  Bosnia e altri ne seguiranno ancora.»  Queste parole di Moshe Bejski non sembrano  lasciare spazio alla speranza. Eppure la  sua vita di scampato alla deportazione grazie  all'aiuto di Oskar Schindler e la successiva fondazione  del Giardino dei giusti, da lui ideato,  rappresentano proprio un esempio che esorta  a non cedere di fronte all'apparente ineluttabilità  del male nel mondo. Ogni albero del Giardino  ricorda la vita di un uomo che ha salvato  almeno un ebreo dalla persecuzione nazista  durante la Shoah.\u003cbr\u003e  Gabriele Nissim, giornalista e saggista, ha dialogato  a lungo con Moshe Bejski nel corso degli  anni, contribuendo alla diffusione delle storie  dei giusti provenienti da tutto il mondo. L'autore  ci guida in un itinerario del tutto particolare.  Ci invita a rileggere i grandi pensatori del  Novecento - Hannah Arendt, Vasilij Grossman,  Etty Hillesum, Hans Jonas, Varlam 1alamov,  Itsván Bibó, Jan Patocka, Václav Havel - che si  sono interrogati sul bene possibile nelle situazioni  estreme, e indaga il significato dei termini  «responsabilità», «dignità», «verità», «giudizio»,  «perdono», «conciliazione», cercando di individuare,  all'interno di tanti racconti, quale sia  stata di volta in volta la molla che ha spinto i  protagonisti a gesti di bontà apparentemente  insensata.\u003cbr\u003e  La speranza è che questo esercizio della memoria  possa dare l'avvio a una sorta di staffetta  della responsabilità morale che si tramandi  di generazione in generazione, come aveva immaginato  il giudice Giovanni Falcone. E come è  accaduto nel caso di Pierantonio Costa, il console  italiano in Ruanda che, proprio richiamandosi  alla storia di Giorgio Perlasca, l'uomo che  durante la seconda guerra mondiale si finse  diplomatico per salvare cinquemila ebrei, nel  1994 si adoperò per portare in salvo duemila  tutsi condannati a morte certa. O del generale  Jovan Divjak, eroe delle resistenza di Sarajevo,  che ha dato vita a un'associazione finalizzata all'educazione dei giovani, affinché possa formarsi  una generazione che cresca nell'idea della  tolleranza e del rispetto reciproco. Perché i  giusti, conclude l'autore, «non uomini santi, ma  imperfetti come lo siamo tutti, li possiamo considerare  degli amici che ci insegnano a vivere  la nostra quotidianità con il piacere di venire  in soccorso del più debole, di avere il coraggio  di pensare da soli, di non mentire a noi stessi,  di essere capaci di mettersi al posto degli altri,  di saper perdonare, di non sentirsi depositari  della verità». È questo il vero segreto dei  giusti: hanno agito in un certo modo perché,  come insegna Socrate, volevano sentirsi meglio  con se stessi.","brand":"MONDADORI","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":47136150749424,"sku":"9788852017513","price":8.99,"currency_code":"USD","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0737\/7593\/9824\/files\/9788852017513_p0.jpg?v=1763755202","url":"https:\/\/shop-qa.barnesandnoble.com\/products\/9788852017513","provider":"Barnes \u0026 Noble (DEV)","version":"1.0","type":"link"}