{"product_id":"9788852018138","title":"Il diritto di non soffrire","description":"La labilità dei confini tra le cure di fine vita  («lasciar morire»), il suicidio assistito («aiutare  a morire») e l¿eutanasia («provocare il morire»)  non ha permesso finora di affrontare in modo  adeguato l¿enorme e delicatissimo problema  ¿ irto di implicazioni etiche, giuridiche, umane  e perfino religiose ¿ di come rispondere a  quei pazienti che, affetti da una malattia inguaribile  e irreversibile, invocano il «permesso  » di morire, o meglio di interrompere una  vita «torturata e non più voluta».\u003cbr\u003e  Umberto Veronesi tratta temi di bruciante attualità,  come l¿eutanasia e il testamento biologico,  presentando le diverse forme di «buona  morte» attraverso il racconto di storie eloquenti  e strazianti di malati terminali (alcuni  molto noti, come Terri Schiavo, Giovanni Nuvoli,  Piergiorgio Welby, Eluana Englaro) a cui  è stato a lungo negato l¿aiuto che avrebbe consentito  di risparmiare loro atroci sofferenze.  Tali argomenti vengono analizzati alla luce  delle differenti posizioni assunte dai vari  paesi del mondo, sia i molti in cui l¿eutanasia  non è permessa sia i pochi (Olanda, Belgio  e Lussemburgo) in cui è stata di fatto depenalizzata,  pur rimanendo un atto praticabile  unicamente da personale medico e a condizione  che si tratti di una richiesta motivata,  reiterata e consapevole, ovvero dotata di tutti  i requisiti che ne attestino la «legalità». In Italia,  invece, non solo non è ancora stata varata  alcuna legge in materia, ma il cammino verso  tale traguardo si annuncia molto arduo e disseminato  di ostacoli.\u003cbr\u003e  Oggi, quindi, la decisione relativa all¿assistenza  di fine vita è pressoché ovunque  esclusiva competenza dei medici. Tuttavia  Veronesi, da medico, è convinto che sia inalienabile  diritto di ogni cittadino decidere se  avviare ¿ o quando interrompere ¿ il cosiddetto  «trattamento di sostegno» (alimentazione  e idratazione artificiali), poiché il prolungamento  o l¿accorciamento della vita non  sono valori in sé, ma solo in relazione al progetto  di vita di ciascun individuo. Dunque,  l¿eutanasia non va considerata nell¿impietosa  accezione di «omicidio del consenziente»,  come recita il codice penale italiano, bensì  come una delle possibili cure a disposizione  del paziente terminale che, se non può più  sperare di guarire, deve essere almeno libero  di sottrarsi al terribile destino impostogli  dalla malattia.\u003cbr\u003e  Quanto al testamento biologico, il cui progetto  di legge è in discussione in Parlamento,  l¿autore ha voluto in questo libro rendere  pubblico il proprio, quasi per legittimarne  il valore di strumento fondamentale che certifica  preventivamente la vincolante volontà  di una persona di esercitare il diritto di non  soffrire e di scegliere come morire.","brand":"MONDADORI","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":47171856859376,"sku":"9788852018138","price":9.99,"currency_code":"USD","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0737\/7593\/9824\/files\/9788852018138_p0.jpg?v=1763756100","url":"https:\/\/shop-qa.barnesandnoble.com\/products\/9788852018138","provider":"Barnes \u0026 Noble (DEV)","version":"1.0","type":"link"}