{"product_id":"9788852019067","title":"L'inferno sono gli altri","description":"Padova, una città colta, borghese, apparentemente  tranquilla, negli anni Settanta diventa il crocevia delle  trame eversive nere e rosse che insanguinano il  Paese e un laboratorio unico in Italia di violenza diffusa  e di illegalità di massa: guerriglie urbane, notti  di fuochi, aggressioni e gambizzazioni. E, all'università,  occupazioni, lezioni interrotte, aggressioni, intimidazioni,  minacce.\u003cbr\u003e  È proprio nella città veneta che il 17 giugno 1974 le Brigate  rosse fanno le loro prime vittime, Graziano Giralucci  e Giuseppe Mazzola, uccisi durante un'irruzione  nella sede del Msi di via Zabarella solo perché avevano  rifiutato di farsi incatenare. Quello che per le Br fu  il \"salto del fosso\", dalle azioni dimostrative agli omicidi,  per una bambina di tre anni fu l'inizio di un vuoto  affettivo, materiale, sociale e anche politico. Un vuoto  che per anni l'ha paralizzata.  Quasi quarant'anni dopo, quella bambina ha sentito  il bisogno di elaborare il suo antico lutto attraverso la  domanda che ogni vittima si pone: \"Perché?\", cercando  la risposta non nella singola vicenda umana e familiare,  ma nello spirito di un'epoca in cui per la politica  valeva la pena morire o rischiare di rovinarsi la vita.  Sulle tracce delle passioni, degli ideali e delle tempeste  che animavano la sua città, Silvia Giralucci ha incontrato  alcune persone che, da una parte e dall'altra,  hanno vissuto quegli avvenimenti in prima persona e  le cui storie, antitetiche e inconciliabili, formano un  mosaico di memorie \"divise\". Cecilia, la sfrontata \"ragazza  dello yoga\", che di quel tempo rimpiange l'ironia  e la voglia di cambiare il mondo. Il suo nemico giurato,  Guido Petter, insigne docente ed ex partigiano, divenuto  bersaglio degli studenti e della violenza estremista.  Pietro Calogero, il magistrato che condusse  l'inchiesta \"7 aprile\" e fece arrestare i vertici dell'Autonomia  operaia organizzata, sospettati di collusione  con le Br. L'\"infame\" Antonio Romito, il sindacalista  che, dopo l'assassinio di Guido Rossa, passò da Potere  operaio al Pci e collaborò con la giustizia. Pino Nicotri,  il giornalista accusato di essere uno dei \"telefonisti  \" nei giorni del sequestro Moro. E poi, in colloqui  più sofferti e difficili, ex autonomi che hanno conosciuto  la durezza del carcere ma non si sono \"pentiti\".  Nella ricerca delle ragioni dei \"sovversivi\" che volevano  fare la rivoluzione e nel racconto delle prove di coraggio  di chi, per contrastarli, ha messo a repentaglio la  propria vita, è riconoscibile il tentativo di ricucire i lembi  di una ferita privata, che però può essere un modo  per curare anche le tante aperte da allora sul corpo  della società italiana.","brand":"MONDADORI","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":47165140173040,"sku":"9788852019067","price":9.99,"currency_code":"USD","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0737\/7593\/9824\/files\/9788852019067_p0.jpg?v=1763758221","url":"https:\/\/shop-qa.barnesandnoble.com\/products\/9788852019067","provider":"Barnes \u0026 Noble (DEV)","version":"1.0","type":"link"}