{"product_id":"9788852023132","title":"Un regno che è stato grande","description":"L'inaugurazione della pionieristica Napoli-  Portici, la prima linea ferroviaria italiana;  la costruzione a Caserta della \"Versailles italiana  \" e a Napoli del teatro San Carlo, tempio  della musica di Rossini; l'istituzione della prima  cattedra universitaria di economia e commercio;  le opere di pensatori illuministi come  Antonio Genovesi e Gaetano Filangieri; la meraviglia  delle nuove scoperte negli scavi di Ercolano  e Pompei. Sono solo alcuni aspetti del  fervore economico e culturale che anima il  Sud mentre al potere s'alternano cinque generazioni  di Borboni, re di Napoli e di Sicilia.  Sovrani cancellati dalla memoria insieme a un  regno che è stato grande e subito dimenticato:  una \"storia negata\" dal Risorgimento, la cui  storiografia ufficiale ha descritto il Mezzogiorno  prima dell'unità come il regno dell'ignoranza,  della paralisi economica, del parassitismo.  Ma è stato davvero così? O non si tratta  invece di un'immagine mistificata, costruita  per celebrare la nascente epopea unitaria?  Attraverso una ricostruzione puntuale e a  tratti sorprendente, Gianni Oliva risponde a  queste domande ripercorrendo un'esperienza  politica che inizia nel 1734, quando Carlo di  Borbone diviene re di Napoli e di Sicilia, e prosegue  sino al 1861, quando l'ultimo re Francesco  II, ormai sconfitto da Garibaldi, è costretto  ad abbandonare Gaeta sotto le bombe piemontesi.  Emerge così il profilo di una monarchia  che, pur condizionata dai ritardi e dalle sopravvivenze  feudali, è stata capace di esprimere  apprezzabili tentativi di riforma e di ammodernamento.  E di un Meridione per nulla  ai margini dell'Europa, segnato dalle stesse  fratture politiche e dalle stesse trasformazioni  sociali che scuotono le altre nazioni fra Settecento  e Ottocento: nel 1799 la Repubblica Partenopea  di Vincenzo Cuoco e Luisa Sanfelice,  nel 1820 i moti liberali guidati da Guglielmo  Pepe, nel 1848 le barricate a Napoli e a Palermo,  quando il ceto medio rivendica una maggiore  partecipazione nella gestione del potere.  Un racconto nel quale spiccano personaggi  come Eleonora de Fonseca Pimentel, Luigi  Settembrini, Carlo Pisacane, la cui eredità  va rielaborata e inserita in una nuova prospettiva  storica. Perché quella dei Borboni  è un'epoca contraddittoria ma ricca, troppo  frettolosamente archiviata come oscurantista;  un'epoca che va restituita alla conoscenza  nella sua integrità, guardando così al  Mezzogiorno e al suo passato come risorsa e  non come problema.","brand":"MONDADORI","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":47170679341296,"sku":"9788852023132","price":8.99,"currency_code":"USD","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0737\/7593\/9824\/files\/9788852023132_p0.jpg?v=1763756116","url":"https:\/\/shop-qa.barnesandnoble.com\/products\/9788852023132","provider":"Barnes \u0026 Noble (DEV)","version":"1.0","type":"link"}