{"product_id":"9788852031335","title":"Io lo chiamo cinematografo","description":"\"Il cinema, allora, era una grande famiglia, è vero. C'era  un rapporto di comprensione, anche di affetto. Poi ci  sentivamo tutti parte di una grande avventura, far rivivere  sullo schermo la vita. Il nostro è un mestiere particolare.  Se lo fai con passione non te ne puoi liberare.  Ti rimane dentro, non c'è niente da fare.\"\u003cbr\u003e  Proprio di \"grande avventura\" è il caso di parlare a proposito  di Francesco Rosi, classe 1922, maestro indiscusso  del cinema italiano che ha deciso di raccontare  la propria vita e i segreti del suo mestiere a un altro  straordinario regista, il suo amico Giuseppe Tornatore.  È in famiglia, nella Napoli degli anni Trenta, \"legata  a doppio filo con il suo mare\", che tutto comincia:  papà Sebastiano, appassionato di cinematografo,  lo riprende con la sua Pathé Baby a passo ridotto  e gli scatta magnifici fotoritratti, ispirandosi anche a  Jackie Coogan, il celebre protagonista del \u003ci\u003eMonello\u003c\/i\u003e di  Charlie Chaplin. Poi ci sono zio Pasqualino, \"capoclaque  \" nei teatri di rivista, e zia Margherita, che oltre  a somigliare a Ginger Rogers, lo accompagna ogni  giovedì al cinema, dove il piccolo Francesco scopre la  magia dei primi film muti.\u003cbr\u003e  Nell'immediato dopoguerra Rosi si trasferisce a Roma  dove, insieme a una spiccata passione per il teatro e  per la letteratura, porta con sé lo stupore per quelle  sagome di ombre e luci che si agitano su uno schermo  bianco. E capisce che il cinema diventerà il suo  mestiere. Allievo e aiuto regista di Luchino Visconti,  esordisce dietro la macchina da presa nel 1958 con La  sfida, ma è con capolavori come \u003ci\u003eSalvatore Giuliano\u003c\/i\u003e,  \u003ci\u003eLe mani sulla città\u003c\/i\u003e, \u003ci\u003eIl caso Mattei\u003c\/i\u003e e \u003ci\u003eLucky Luciano\u003c\/i\u003e che  conquista un posto di assoluto rilievo nel panorama  del cinema internazionale, fino a essere riconosciuto  il caposcuola di un'estetica della realtà che mai, prima  di lui, aveva raggiunto vette di così vivida e concreta  espressività.\u003cbr\u003e  Puntiglioso nell'approfondire il contesto storicodocumentario  che doveva fare da ossatura narrativa  ai propri film, attento alle evoluzioni del costume e alle  oscure ambiguità della politica, Rosi ha lavorato accanto  ai migliori talenti espressi dalla cultura italiana  dell'ultimo mezzo secolo, qui tratteggiati in pagine felici  e importanti: intellettuali, critici, giornalisti come  Ennio Flaiano, Sergio Amidei, Raffaele La Capria, registi  come Rossellini e Fellini, attori del calibro di Gian  Maria Volonté e Sophia Loren.\u003cbr\u003e  In questo libro-intervista che è insieme autobiografia  e saggio critico, Rosi ci svela una miniera di informazioni  e aneddoti che riguardano i suoi film e la sua  straordinaria carriera di regista, senza lasciare \"fuori  campo\" gli aspetti più intimi e privati di una vita intensa  e coraggiosa, trascorsa accanto all'amatissima  moglie Giancarla.\u003cbr\u003e  Grazie al confronto con Tornatore, alle sue domande  sempre curiose e penetranti, \u003ci\u003eIo lo chiamo cinematografo\u003c\/i\u003e  è anche l'appassionato ed entusiasmante racconto  di mezzo secolo di cinema italiano.","brand":"MONDADORI","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":47166150148336,"sku":"9788852031335","price":8.99,"currency_code":"USD","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0737\/7593\/9824\/files\/9788852031335_p0.jpg?v=1763756373","url":"https:\/\/shop-qa.barnesandnoble.com\/products\/9788852031335","provider":"Barnes \u0026 Noble (DEV)","version":"1.0","type":"link"}