{"product_id":"9788852048210","title":"Non vale una lira","description":"Bisogna uscire dall'euro. Subito. Da quando  è entrata in vigore, la moneta unica non ha  fatto che disastri: ci ha resi tutti più poveri,  ha accresciuto le differenze tra i Paesi e ha  trascinato nel suo fallimento il sogno europeo  dei nostri padri. Oggi l'Europa è soltanto  un mostro burocratico e antidemocratico,  sempre più lontano dai cittadini e dai  loro bisogni, che ci opprime con la sua tirannia  fiscale e con una quantità di normative  astruse.\u003cbr\u003e  È l'Europa dei diktat e delle troike, che impone  agli altri severità e concede a sé ogni  beneficio, l'Europa che taglia le pensioni ai  cittadini e le aumenta ai suoi burocrati, che  chiede sacrifici a tutti, ma poi fa vivere i suoi  766 parlamentari nel lusso, spendendo 2 milioni  e mezzo di euro in rinfreschi e 4 milioni  per rinnovare il centro fitness interno al  Parlamento di Bruxelles. È l'Europa che non  riesce a risolvere l'annoso problema della seconda  sede di Strasburgo: un palazzo da 500  milioni che resta chiuso 317 giorni l¿anno e  che moltiplica i costi di funzionamento, costringendo  ogni mese i deputati a gigantesche  transumanze con un'enorme massa di  documenti al seguito.\u003cbr\u003e  È l'Europa che mantiene 139 sedi sparse in  tutto il mondo e 5366 addetti, di cui 33 alle  isole Figi, 37 alle Mauritius e 44 ai Caraibi,  dove l¿attività più impegnativa è una corsa di  macchinine elettriche. Costo totale, 524 milioni  di euro.\u003cbr\u003e  È l'Europa delle leggi assurde, delle 60 pagine  di rapporto tecnico sul Wc (due anni di  studio, 90.000 euro di spesa) per stabilire la  formula dello sciacquone perfetto, l'Europa  che si preoccupa del passaporto dei furetti  croati, della peluria del cavolfiore (dev'essere  «leggerissima»), della lunghezza delle banane  e della curvatura dei cetrioli, l'Europa che  scrive 22 pagine di regolamento per specificare  che «il serbatoio dell'acqua calda è quello  che contiene acqua calda».\u003cbr\u003e  Ed è l'Europa che elargisce soldi per finanziare  qualsiasi follia, dall'utilizzo degli insetti  in cucina alla compagnia che fa musica  con sassofoni e rutti al programma per incentivare  la connessione emotiva dei contadini  tirolesi al loro paesaggio, dal dialogo fra  estoni e lituani sul fondamentale tema delle  marionette alla missione dei ballerini belgi  che vanno a insegnare danza agli africani  (che è un po¿ come insegnare agli esquimesi  a cacciare le foche), per non parlare dei corsi  in cui si spiega a cosa serve l'Ue.  Un'Europa che a noi italiani costa 174 euro  al secondo, cioè 10.464 euro al minuto, cioè  627.853 euro l'ora, cioè 15 milioni al giorno,  cioè 5,5 miliardi l'anno. Per darci in cambio  che cosa? Nulla. Da quando c'è la moneta  unica abbiamo meno soldi in tasca, meno libertà  nella vita, meno speranze nel cuore.  Mario Giordano dimostra, numeri alla mano,  che la scelta di entrare nell'euro è stata per il  nostro paese un vero e proprio autogol, come  avverte ogni giorno sulla propria pelle un  sempre maggior numero di italiani e come  sostengono da tempo molti economisti e sei  premi Nobel. Anche loro certi che dall'euro  si debba uscire. E subito.","brand":"MONDADORI","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":47171858956528,"sku":"9788852048210","price":9.99,"currency_code":"USD","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0737\/7593\/9824\/files\/9788852048210_p0.jpg?v=1763757141","url":"https:\/\/shop-qa.barnesandnoble.com\/products\/9788852048210","provider":"Barnes \u0026 Noble (DEV)","version":"1.0","type":"link"}