{"product_id":"9788852076442","title":"Il blues dei buchi neri","description":"\u003cp\u003eDa quando nel 1916 Einstein predisse l'esistenza delle onde gravitazionali – minuscole increspature nello spaziotempo generate da eventi insondabili – la scienza si è preoccupata di indagare se tali vibrazioni possano essere registrate. Perché, in questo caso, potremmo osservare il nostro universo attraverso il suono: il «sibilo» del Big Bang, il «canto» – simile a quello delle balene – delle supernovae che esplodono, le «vibrazioni» prodotte dalla collisione di due buchi neri.\u003c\/p\u003e\u003cp\u003eIl 14 settembre 2015 la previsione di Einstein ha ricevuto una clamorosa conferma: per la prima volta due interferometri del progetto statunitense LIGO (Laser Interferometer Gravitational-Wave Observatory) hanno rivelato gli effetti di una potentissima collisione di due buchi neri avvenuta 1,3 miliardi di anni fa, e che è stata percepita sulla Terra come un lieve «tremore». Ma forte abbastanza da provocare un vero e proprio terremoto nel campo della astrofisica.\u003c\/p\u003e\u003cp\u003eJanna Levin racconta con divertita leggerezza e un linguaggio accessibile l'affascinante storia di un secolo di ricerca, di ipotesi teoriche e di esperimenti scientifici, ma anche di creatività, tic, aspirazioni e ossessioni, raccolta dalla viva voce di Rai Weiss, Kip Thorne e Ron Drever, i tre scienziati che hanno dato vita al progetto LIGO. Un'ambizione sperimentale nata da un'idea stravagante – misurare le onde gravitazionali facendo propagare raggi di luce tra diversi corpi e valutare il loro effetto sul tempo che la luce impiega per andare dall'uno all'altro – e diventata poi l'apice di intere carriere e di decenni di innovazione tecnologica: oggi LIGO si avvale di due osservatori, uno a Hanford (Washington) e l'altro a Livingston (Louisiana), ognuno dei quali si estende su un'area di 4 km2, e al progetto, costato complessivamente più di 1 miliardo di dollari, collabora un team internazionale di oltre un centinaio tra scienziati e ingegneri.\u003c\/p\u003e\u003cp\u003e«Questo libro» scrive l'autrice «è una cronaca delle onde gravitazionali – una registrazione acustica della storia dell'universo, una colonna sonora che accompagna il film muto dell'astronomia – e al tempo stesso un tributo a un'impresa sperimentale donchisciottesca, epica, lacerante, un tributo a un'ambizione da folli.» Janna Levin insegna fisica e astronomia al Barnard College della Columbia University. Studiosa dell'universo primordiale e dei buchi neri, fra i suoi libri ricordiamo: \u003ci\u003eHow the Universe Got Its Spots: Diary of a \u003c\/i\u003e\u003ci\u003eFinite\u003c\/i\u003e\u003ci\u003e Time in a Finite Space\u003c\/i\u003e (2003) e \u003ci\u003eA Madman Dreams of Turing Machines \u003c\/i\u003e(2006), con cui si è aggiudicata il PEN\/Bingham Prize.\u003c\/p\u003e","brand":"MONDADORI","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":47176119976176,"sku":"9788852076442","price":10.99,"currency_code":"USD","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0737\/7593\/9824\/files\/9788852076442_p0.jpg?v=1763757699","url":"https:\/\/shop-qa.barnesandnoble.com\/products\/9788852076442","provider":"Barnes \u0026 Noble (DEV)","version":"1.0","type":"link"}