{"product_id":"9788858404379","title":"La ragazza perduta","description":"«L'ultimo colloquio al telefono dunque rovesciò le nostre vite:  per accumulo, per eccesso, quasi che esse potessero cambiare  solo traboccando. Zezi poi asserí, magari velleitariamente, che  era stato come il sussulto piú luminoso d'una lampadina prima  che si fulmini. A voler chiamare luce l'infelicità, o addirittura  la violenza, e buio l'assestamento raggiunto fra noi».  \u003cbr\u003e  Un racconto: l'insolito regalo di compleanno  di un marito a una moglie che lo accusa di  non amarla più. Quando scende la sera, e fa  freddo fuori e dentro, alla luce blanda di una  lampada un uomo «quasi vecchio» legge alla  sua compagna una storia d'amore che ha appena  finito di scrivere per lei, nel tentativo  di ritrovare l'intesa d'un tempo.\u003cbr\u003e  Torna così un inverno lontano e insolitamente  nevoso, quando un giovane magistrato all'inizio  della sua carriera arriva dal continente  su un'isola. Là, dentro una precaria camera  d'affitto, gli tocca smaltire insieme alle  carte processuali la noia della solitudine. Ma  una sera la telefonata di una sconosciuta increspa  la calma triste e piatta di quello scenario.  Sembra un errore, uno scherzo, e invece  è l'inizio di una relazione.\u003cbr\u003e  Chi lo chiama è Zezi, una diciassettenne buffa  («una squaw bambina»), persino bella e a  suo modo infelice: d'una «fragilità impudica  ». Insiste a cercarlo, serenamente sfacciata,  con la sua voce puerile ma di contralto; e  presto il magistrato non riesce a fare a meno  di quelle telefonate. S'imbatte allora in una  realtà sconosciuta, che è già amore, anche se  il nome gli verrà solo più tardi; una zona inesplorata  di sé nella quale si perde, costretto  a fare i conti con la propria vita, in bilico tra  le rigidità della professione e le imprudenze  frivole (le assennate follie?) della ragazza.  Ma cosa cerca Zezi? Perché vanta amori di  ogni genere e con indecenza soave si dà della  puttana? Forse per recuperare qualcosa  che ha perduto, che non ha mai avuto? Per  mitomania? O soltanto per civetteria? Che  si tratti di bisogno di protezione o di malizia, lei gli propone un fidanzamento, però  condizionato. Così il giudice prende a frequentarne  ogni giorno la villa, Villa Mimosa,  imparando da un vecchio grammofono lo  strazio dei tanghi argentini e la \u003ci\u003ePavane\u003c\/i\u003e di Ravel;  ma dopo non sta ai patti: come se d'improvviso  si fossero scambiati innocenza e corruzione,  in un gioco delle parti che è la dolorosa  fine d'ogni gioco. Segue un anno di  sospensione e silenzio, poi la storia si ripete:  lo squillo di una telefonata sembra riaprire il  ciclo. Ma l'emozione che ne deriva è una vertigine  dissolta in un attimo, «come nei sogni  di chi crede di stare su un precipizio e invece  si ritrova sopra un qualsiasi gradino». Come  se una nuova cognizione del dolore avesse  d'un tratto cancellato quella strana passione,  lasciando solo uno sconforto cocente  degli altri e di sé.\u003cbr\u003e  Quella di Mannuzzu è una scrittura che s'impregna  di dolore, malinconia, sbigottimento.\u003cbr\u003e  Un perimetro di tensioni e passioni, dove tutto  procede per sottili trapassi, in una prosa fitta  di dialoghi, stranita e colma di risonanze.","brand":"EINAUDI","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":47140786503920,"sku":"9788858404379","price":7.99,"currency_code":"USD","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0737\/7593\/9824\/files\/9788858404379_p0.jpg?v=1763770508","url":"https:\/\/shop-qa.barnesandnoble.com\/products\/9788858404379","provider":"Barnes \u0026 Noble (DEV)","version":"1.0","type":"link"}