{"product_id":"9788858405987","title":"Maledetto Dostoevskij","description":"Rassul ha deciso: ucciderà la vecchia usuraia che costringe la fidanzata a prostituirsi. Ma proprio quando abbassa l'ascia sulla testa della donna, è folgorato da un pensiero: sta replicando i gesti del protagonista di \u003ci\u003eDelitto e castigo\u003c\/i\u003e del suo amato Dostoevskij! Ma non siamo nella Russia dell'Ottocento, siamo nella Kabul di inizio anni Novanta, ancora scossa dagli ultimi fuochi della guerra civile tra comunisti e mujaheddin. Dando vita «al suo» Raskòlnikov, Atiq Rahimi si interroga sulla morale e la libertà in una società presa in ostaggio dalla giustizia tribale e dalla violenza di una guerra senza fine.\u003cbr\u003e\u003cbr\u003e    Rassul, da poco tornato dall'Unione Sovietica, dove ha studiato e conosciuto le opere di Dostoevskij, vuole aiutare la sua ragazza: decide perciò di uccidere la vecchia usuraia che costringe Sophia a prostituirsi. Ma quando sta per abbassare l'ascia sulla testa della vecchia è folgorato da un'improvvisa consapevolezza: sta replicando le gesta di Raskòlnikov, il protagonista di \u003ci\u003eDelitto e castigo\u003c\/i\u003e! Preso dal panico, si allontana dal cadavere e si dà alla fuga in una città resa allucinata e surreale dai tormenti della coscienza. Ma da chi sta fuggendo Rassul? La polizia sembra indifferente a risolvere un omicidio di cui, tra l'altro, è sparito il cadavere; mentre le autorità religiose, che finita la guerra con i sovietici stanno trasformando il paese in una teocrazia, arrivano al punto di giustificare il crimine. Ben presto Rassul si rende conto che lui è l'unico a cercare un castigo per il suo delitto, l'unico, cioè, a sottostare a una qualche legge, a conservare la memoria di un'etica in un paese in cui ogni legge, ogni etica, è sospesa, mistificata, violata. Una consapevolezza che nasce anche dalla lettura dei romanzi, e primi fra tutti quelli del «maledetto» Dostoevskij. Sarà proprio questa unicità di Rassul a dare scandalo, ad attirare addosso al giovane il risentimento della comunità fino a farne una sorta di capro espiatorio collettivo.\u003cbr\u003e Come sempre nei romanzi di Atiq Rahimi, il suo Afghanistan è un palcoscenico estremamente concreto, storico (che sia la Kabul dei mujaheddin o quella, dieci anni dopo, dei talebani in guerra con gli americani) e allo stesso tempo universale: il suo Afghanistan è, cioè, ogni paese, ogni epoca in cui la sospensione della legge lascia l'uomo e la sua libertà in balia di un potere né umano né libero.\u003cbr\u003e\u003cbr\u003e  ***\u003cbr\u003e\u003cbr\u003e  «Un romanzo che dimostra a cosa serve la letteratura. Non è un lusso, neanche in un paese in guerra. \u003ci\u003eMaledetto Dostoevskij\u003c\/i\u003e, benedetta letteratura».\u003cbr\u003e\u003cbr\u003e  \u003cb\u003e«Le Figaro»\u003c\/b\u003e","brand":"EINAUDI","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":47143084097776,"sku":"9788858405987","price":10.99,"currency_code":"USD","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0737\/7593\/9824\/files\/9788858405987_p0.jpg?v=1763773100","url":"https:\/\/shop-qa.barnesandnoble.com\/products\/9788858405987","provider":"Barnes \u0026 Noble (DEV)","version":"1.0","type":"link"}