{"product_id":"9788858410486","title":"La bellezza delle cose fragili","description":"Kweku Sai è morto all'alba, davanti al  mare della sua casa in Ghana. Quella casa  l'aveva disegnata lui stesso su un tovagliolino  di carta, tanti anni prima: un rapido  schizzo, poco piú che un appunto, come  quando si annota un sogno prima che  svanisca. Il suo sogno era avere accanto a  sé, ognuno in una stanza, i quattro figli e  la moglie Fola. Una casa che fosse contenuta  in una casa piú grande - il Ghana,  da cui era fuggito giovanissimo - e che, a  sua volta, contenesse una casa piú piccola,  la sua famiglia.\u003cbr\u003e  Ma quella mattina Kweku è lontano dai  suoi figli e da Fola. Tra loro, adesso, ci sono  «chilometri, oceani, fusi orari (e altri  tipi di distanze piú difficili da coprire, come  il cuore spezzato, la rabbia, il dolore  calcificato e domande che per troppo tempo  nessuno ha fatto)». Perché il chirurgo  piú geniale di Boston, il ragazzo prodigio  che da un villaggio africano era riuscito  a scalare le piú importanti università statunitensi,  il padre premuroso e venerato,  il marito fedele e innamorato, oggi muore  lontano dalla sua famiglia? Lontano da  Olu, il figlio maggiore, che ha seguito le  orme del padre per vivere la vita che il  genitore avrebbe dovuto vivere. Lontano  dai gemelli, Taiwo e Kehinde, la cui miracolosa  bellezza non riesce a nascondere  le loro ferite. Lontano da Sadie, dalla sua  inquietudine, dal suo sentimento di costante  inadeguatezza. E lontano da Fola,  la \u003ci\u003esua\u003c\/i\u003e Fola.  Ma le cose che sembrano piú fragili, come  i sogni, come certe famiglie, a volte  sono quelle che si rivelano piú resistenti, quelle che si scoprono piú forti della Storia  (delle sue guerre, delle sue ingiustizie)  e del Tempo.\u003cbr\u003e  L'esordio di Taiye Selasi è un romanzo  su una famiglia contemporanea, un affresco  potente e vertiginoso del mondo globalizzato  (non a caso è stata proprio lei a  coniare il termine, subito entrato nel linguaggio  comune, di «afropolitan» per descrivere  quei figli dell'immigrazione degli  anni Sessanta e Settanta, brillanti, privi  di complessi d'inferiorità, lontani da ogni  stereotipo «etnico»), ma anche un'elegia,  delicata, intima, sulla perdita e sulla bellezza.\u003cbr\u003e\u003cbr\u003e    ***\u003cbr\u003e\u003cbr\u003e    «Fatevi scappare \u003ci\u003eLa bellezza delle cose fragili \u003c\/i\u003ee vi perderete  uno dei migliori nuovi romanzi della stagione».\u003cbr\u003e\u003cbr\u003e    \u003cb\u003e«The Economist»\u003c\/b\u003e\u003cbr\u003e\u003cbr\u003e      ***\u003cbr\u003e\u003cbr\u003e    «Questo libro sembra contenere il mondo intero,  non lo dimenticherò mai».\u003cbr\u003e\u003cbr\u003e  \u003cb\u003e  Elizabeth Gilbert, autrice di \u003ci\u003eMangia, prega, ama\u003c\/i\u003e\u003c\/b\u003e","brand":"EINAUDI","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":47119672770800,"sku":"9788858410486","price":7.99,"currency_code":"USD","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0737\/7593\/9824\/files\/9788858410486_p0.jpg?v=1763769206","url":"https:\/\/shop-qa.barnesandnoble.com\/products\/9788858410486","provider":"Barnes \u0026 Noble (DEV)","version":"1.0","type":"link"}