{"product_id":"9788858419199","title":"Considerazioni del signor Zeta","description":"«Anche solo per motivi igienici lui, Z., cambiava le opinioni piú  spesso della camicia. Non appena mostravano i primi bordi neri, le  metteva nel bucato».\u003cbr\u003e\u003cbr\u003e    ***\u003cbr\u003e\u003cbr\u003e    «Tutte le cose intelligenti sono già state pensate,  bisogna solo ripensarle», ha scritto Goethe.  In questo senso il libretto di Enzensberger si  inserisce in una tradizione che da Epicuro conduce  a Montaigne, Lichtenberg, Nietzsche, e  infine a Brecht e Adorno. \u003ci\u003eLe Considerazioni  del signor Zeta \u003c\/i\u003enon sono quindi una costruzione  hegelianamente strutturata, ma pensieri «in  libertà» che non intendono necessariamente  presentarsi come originali e rivoluzionari, e  nemmeno mascherare eventuali contraddizioni  (coercizioni queste, dalle quali l'autore ha  preso allegramente le distanze ormai da molti  anni).  Zeta è un signore grassottello, vestito in modo  antiquato (porta una bombetta marrone!), abituato  a una vita di agi (di nuovo Epicuro?), che  ogni pomeriggio prende posto sulla panchina  di un parco e coinvolge i passanti in allegre discussioni.  Sul suo conto il pubblico, e con esso  anche i curatori che si sono presi la briga di annotare  quanto andava dicendo, ha opinioni discordanti:  alcuni lo considerano un saggio, altri  uno sputasentenze, una «persona poco seria»,  un clown, un polemico filosofo. Molti scuotono  la testa e tirano via, alcuni si fermano. Per  quanto differenziati siano i giudizi, è comunque  indubbio che si tratta di un oratore fuori  dagli schemi, che può dire cose che altri preferiscono  tenere per sé, mettere in discussione  pregiudizi e verità acquisite. Una sola volta lo  abbandona la sua tranquillità, la sua pacatezza:  quando uno studente di filosofia lo accusa  di essere un aforista. Perché l'aforisma ha in sé   un che di definito, di apodittico, qualità dalle  quali il signor Zeta rifugge: le contraddizioni  non lo turbano piú di tanto, l'esistenza umana  ne è piena, e lui preferisce relativizzare e appunto  contraddire (anche se stesso). E cosí, pomeriggio dopo pomeriggio, questo  insolito pensatore riflette sulla storia, sull'intelligenza  umana (considera sopravvalutata  quella dei contemporanei), sulla scienza (l'inutilità  delle missioni nello spazio con uomini a  bordo), la tecnica, la collettività, i designer (il  cui obiettivo primario sembra quello di rendere  «inutilizzabili tutti gli oggetti di uso comune»), ma anche sulla politica e gli uomini politici  (Che Guevara in primis). Non mancano, nel  repertorio del signor Zeta - che dice di essere  un dilettante privo di ambizioni: «ho le mie  idee e sono contento quando qualcuno mi fa ricredere  su qualcosa» -, i consigli su come migliorare  la vita: ad esempio visitare un orto botanico  - un'operazione sana per il corpo e per  la mente - dove ci accoglie una grande varietà  di nomi scientifici che sono infinitamente  superiori alla transitorietà del linguaggio  cui siamo costretti a confrontarci ogni giorno  nei media.  Il tempo passa, inizia a fare freddo, arriva l'inverno  e il signor Zeta si ritira, scompare dal  microcosmo del parco. Di lui restano le briciole  che ha lasciato cadere e che qualcuno ha  raccolto.","brand":"EINAUDI","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":47139050979568,"sku":"9788858419199","price":8.99,"currency_code":"USD","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0737\/7593\/9824\/files\/9788858419199_p0.jpg?v=1763771240","url":"https:\/\/shop-qa.barnesandnoble.com\/products\/9788858419199","provider":"Barnes \u0026 Noble (DEV)","version":"1.0","type":"link"}