{"product_id":"9788858420331","title":"La mala setta","description":"Questo libro si propone di affrontare in modo nuovo la questione del crimine  organizzato italiano nella seconda metà del XIX secolo, utilizzando  la categoria di «classi pericolose». Questa impostazione è diversa dalla  prospettiva, comunemente adottata, che punta viceversa a studiare il crimine  organizzato ottocentesco \u003ci\u003eex post,\u003c\/i\u003e per cosí dire, «dall'oggi», e cioè a  partire dalle forme e dalle strutture che la criminalità organizzata si è data  durante il secondo dopoguerra. Vi è al fondo di questa prospettiva un  residuo di un pregiudizio di stampo romantico, l'idea per cui vi siano dei  soggetti separati, «i criminali», intesi come un popolo a parte, portatore  di inequivocabili stigmate comportamentali e attitudinali che li rendono  sempre uguali a sé stessi malgrado il tempo trascorso. L'adozione del modello  delle «classi pericolose» consente invece di muoversi in direzione opposta,  basandosi sulla concezione del crimine condivisa nell'Ottocento.  Tutto ciò ha conseguenze importanti. Piuttosto che considerare, ad esempio,  l'analisi della mafia delle origini come una sorta di premessa utile a  sceverare le radici lunghe di pratiche criminali che daranno poi luogo nel  XX secolo a «Cosa nostra», esso invita invece a immergersi nella confusione  dei discorsi e delle pratiche di quell'epoca. Inoltre, una prospettiva del  genere obbliga a riunire ciò che è stato artificialmente separato, vale a dire  l'indagine sulla camorra a quella sulla mafia. Vi è infine il bisogno di  uscire da una certa concezione ristretta della storia del crimine come storia  sociale intesa alla vecchia maniera, reintroducendovi le urgenze della  politica e le forme dell'immaginario collettivo.\u003cbr\u003e\u003cbr\u003e    Lo sviluppo del crimine organizzato nei  primi due decenni dell'Italia unita, e  in particolare la crescente popolarità di  mafia e camorra considerate alla stregua  di sette segrete, è strettamente legato alla  lotta dello Stato contro gli eversori, repubblicani  prima e socialisti internazionalisti  poi.  In questo dirompente e innovativo libro,  Francesco Benigno illustra il rapporto  tra il neonato Stato italiano e la  criminalità organizzata, avvalendosi di  fonti d'epoca poliziesche e giudiziarie oltre  che delle fonti giornalistiche coeve. Il  risultato dell'indagine mostra come attorno  al nodo dell'ordine pubblico la società  italiana si divida e si ricomponga  lungo linee di frattura che oppongono -  a Nord come a Sud - svariate opzioni  ideali e politiche e differenti concezioni  della pubblica sicurezza. Il libro mostra  anche la genesi di pratiche poliziesche  di manipolazione, infiltrazione e diversione  comuni in epoca liberale e che, attraverso  il fascismo, sono poi transitate  nell'Italia repubblicana.","brand":"EINAUDI","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":47167357485296,"sku":"9788858420331","price":10.99,"currency_code":"USD","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0737\/7593\/9824\/files\/9788858420331_p0.jpg?v=1763767768","url":"https:\/\/shop-qa.barnesandnoble.com\/products\/9788858420331","provider":"Barnes \u0026 Noble (DEV)","version":"1.0","type":"link"}