{"product_id":"9788858421659","title":"Io e Mabel","description":"Nelle prime pagine del libro Helen  Macdonald riceve una telefonata: il padre,  celebre fotoreporter, è morto all'improvviso  d'infarto. Priva di legami e di  un lavoro stabile (è ricercatrice associata  part-time all'università di Cambridge),  Helen si accorge bruscamente di non  avere nulla che possa distrarla dal lutto  e sprofonda in una violenta depressione.  Passano i mesi: instaura una relazione  sentimentale e poi la sabota, legge testi  sul lutto, si isola, si trascina. Poi, d'improvviso,  un sogno ricorrente sui falchi  fa scattare in lei una sorta di epifania: per  uscire dal gorgo che la soffoca addestrerà  un falco, ma non un falco qualsiasi, piuttosto  un astore, uno dei piú grossi e feroci  rapaci che esistano, un animale del sottobosco,  sanguinario e predatore. Cosí entra  in scena Mabel, «un rettile. Un angelo  caduto. Un grifone uscito dalle pagine miniate  di un bestiario».  Helen si ritira dalla comunità per dedicarsi  esclusivamente all'addestramento  dell'animale, in un isolamento ossessivo.  Il racconto dell'addestramento, dell'osservazione  del comportamento della giovane  Mabel, della paura, della fascinazione  e della strana tenerezza che prova per  l'animale, s'intreccia con la rilettura del  libro \u003ci\u003eThe Goshawk\u003c\/i\u003e di T. H. White e quindi  con la rievocazione della biografia di  questo scrittore, autore tra le altre cose di  un libro su Artú poi ripreso dalla Disney  in \u003ci\u003eLa spada nella roccia\u003c\/i\u003e.  Mentre segue il suo astore che caccia,  Helen si accorge con sgomento della propria  metamorfosi in puro istinto, della  propria trasformazione progressiva in qualcosa di selvatico. Scopre, a mano a  mano, la natura selvaggia del lutto stesso  e del fatto di esservi immersa al punto  da perdere la propria identità umana nel  tentativo di diventare distaccata e invulnerabile  come il suo astore.  La sua identificazione con il rapace che  uccide fagiani e conigli, ma anche con  le vittime di quella ferinità, rappresenta  una contraddizione talmente faticosa che  rompe in qualche modo il sortilegio perverso  che si era tirata addosso. A poco a  poco Helen comprende che «le mani umane  sono fatte per tenere altre mani», non  solo per indossare un guantone e portare  un falco. Capisce il suo bisogno di comunità,  l'idiozia dell'isolamento esasperato  e in qualche modo comincia a rientrare  nella società, anche accettando di curare  la sua depressione.  Cosí Mabel smette di essere forzatamente  un simbolo e il suo falconiere  può finalmente permettersi di guardare  (e rispettare) l'animale per quello che è.  E tornare alla vita.","brand":"EINAUDI","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":47143085605104,"sku":"9788858421659","price":9.99,"currency_code":"USD","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0737\/7593\/9824\/files\/9788858421659_p0.jpg?v=1763771368","url":"https:\/\/shop-qa.barnesandnoble.com\/products\/9788858421659","provider":"Barnes \u0026 Noble (DEV)","version":"1.0","type":"link"}