{"product_id":"9788858423714","title":"Il rumore del tempo","description":"Dmitrij Sostakovic ha gia riscosso successi in patria  e in mezzo mondo quando il compagno Stalin  in persona emette l'inappellabile condanna:  la sua non è musica, è solo caos.  Da quel momento la vita del «nemico del popolo»  Sostakovic non è che una foglia al vento, e la sua  anima assediata dalla paura, il campo di battaglia  fra codardia ed eroismo. Nella speranza che la sua  arte sappia resistere al rumore del tempo.\u003cbr\u003e\u003cbr\u003e  La mattina del 29 gennaio 1936 la terza  pagina della «Pravda» commentava la  recente esecuzione al Bol'soj della \u003ci\u003eLady  Macbeth del distretto di Mcensk\u003c\/i\u003e di Dmitrij  Sostakovic titolando \u003ci\u003eCaos anziché musica\u003c\/i\u003e  e accusando l'opera di accarezzare «il  gusto morboso del pubblico borghese con  una musica inquieta e nevrastenica». Non  si trattava solo della recensione negativa  capace di rovinare la giornata di un artista.  Neppure della stroncatura in grado  di distruggergli la carriera. Nell'Età del  terrore del compagno Stalin un editoriale  del genere, e il conseguente stigma di  nemico del popolo, poteva interrompere  la vita stessa.  E dunque puntuale, per il celebre  Sostakovic, giunge il primo di una serie  di colloqui con il Potere. È una trappola  senza vie d'uscita, quella che gli si tende  - piegarsi alla delazione o soccombere -, e  Sostakovic si dispone all'attesa dell'ineluttabile.  Al calar della notte, per dieci notti  consecutive, esce dall'appartamento che  divide con la moglie Nita e la figlioletta  Galja e si sistema accanto all'ascensore che  presumibilmente portera i suoi aguzzini,  meditando fino all'alba sul suo destino e  quello del suo tempo.  Ma le vie dei regimi sono imperscrutabili,  l'interrogatore può facilmente trasformarsi  in interrogato e il reprobo salvarsi,  addirittura essere «perdonato». E  dunque la musica di Sostakovic può tornare  a circolare e il suo nome a rappresentare  quello del suo paese nel mondo.  Un abisso di paura e umiliazione parrebbe  scampato, ma è proprio allora che il Potere alza la posta e impone una nuova  resa. Una volta e un'altra ancora.  Sostakovic è ormai vecchio e nauseato  di compromessi quando apprende la sua  ultima verità: che «essere un vigliacco  non è facile. Molto più facile essere un  eroe. A un eroe basta mostrarsi coraggioso  per un istante: quando estrae la pistola,  quando lancia la bomba, attiva il detonatore,  fa fuori il tiranno e poi se stesso.  Essere un vigliacco significa invece imbarcarsi  in un'impresa che dura una vita.  Richiede costanza, fermezza, impegno a  non cambiare, il che si risolve in una certa  qual forma di coraggio». Un coraggio  minore e vergognoso, certo, al cospetto  dei «facili» martiri di contemporanei come  Osip Mandel'stam.  Uno per sentire, uno per ricordare,  uno per bere, recita un proverbio tradizionale.  A Sostakovic tocca sentire, ogni  suono una nota, e sperare che il rumore  del tempo, ogni suo spaventoso bercio e  untuoso bisbiglio, finisca per dissolversi  consegnando ai posteri solo la musica  di Dmitrij Dmitrievic Sostakovic. La sua  musica e nient'altro.","brand":"EINAUDI","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":47167345688816,"sku":"9788858423714","price":10.99,"currency_code":"USD","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0737\/7593\/9824\/files\/9788858423714_p0.jpg?v=1763768043","url":"https:\/\/shop-qa.barnesandnoble.com\/products\/9788858423714","provider":"Barnes \u0026 Noble (DEV)","version":"1.0","type":"link"}