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L'Ossessione Espressa
La Stanza Sbagliata
La Stanza Sbagliata
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In un percorso pregno di sentimenti ed emozioni alla ricerca del proprie origini, Milo, giovane visionario è perseguitato da immagini, sensazioni, pensieri tanto a lui estranei, quando spesso invasivi e dilanianti. Ricalcando le orme della madre morta quando lui era in tenera età. egli vuole ricostruire in quali circostanze sia stato concepito, scoprire chi sia suo padre e cosa lo abbia spinto a impossessarsi di sua madre per poi ignorare le conseguenze del coito e respingerlo come figlio.
Per scoprire il mistero dei comportamenti di chi lo ha concepito, Milo è attore della propria ricerca, sia in prima persona sia come viene ricordato dai sei personaggi che allora gli vivevano intorno. I lunghissimi fili di seta colorata tratti dai bozzoli delle loro vite si tessono in tele diafane veli di Maya che fluttuano come le versioni dei fatti che ognuno di loro rammenta e crede essere verità per sé e per gli altri.
Loro incontra e con loro interagisce Milo durante il proprio viaggio allucinato, oscillante tra passato, presente e futuro – e tra allucinazioni e realtà.
Oltre a quelle di Milo, si affacciano – talune doloranti, altre prepotenti. altre ancora spaventevoli – i ricordi di un famoso romanziere a corto d’ispirazione disposto a tutto pur di uscire dalla palude; di sua moglie, donna insoddisfatta, egoista e amareggiata; di una maliarda stagionata dalle mille collane tintinnanti e dagli ambigui e stregoneschi poteri; di una schiva Cenerentola dal cuore d’oro e dalla volontà di ferro; di un giovane disilluso e annoiato, diviso tra il morboso attaccamento alla sorella e la graduale scoperta della propria omosessualità.
Milo si addentra tra le onde delle memorie proprie e altrui, onde perigliose come in ogni Odissea, fino a raggiungere – e il lettore scoprirà con quale esito per lui – la meta prefissata e cioè scoprire le circostanze che hanno portato alla sua nascita.
Ma si può tornare davvero indietro nel tempo, quasi materialmente, per giungere a una verità che cerchiamo? O è possibile soltanto farlo aiutati dai resoconti di chi ci ha conosciuto, rischiando così di divenire oggetto di una biografia scritta da chi, arrogante, è convinto di catturare la sempre sfuggente verità?
Nel primo caso si rasenta il delirio, nel secondo si diventa preda di mistificazioni. Ed è questo il tormento dell’autrice.
Per scoprire il mistero dei comportamenti di chi lo ha concepito, Milo è attore della propria ricerca, sia in prima persona sia come viene ricordato dai sei personaggi che allora gli vivevano intorno. I lunghissimi fili di seta colorata tratti dai bozzoli delle loro vite si tessono in tele diafane veli di Maya che fluttuano come le versioni dei fatti che ognuno di loro rammenta e crede essere verità per sé e per gli altri.
Loro incontra e con loro interagisce Milo durante il proprio viaggio allucinato, oscillante tra passato, presente e futuro – e tra allucinazioni e realtà.
Oltre a quelle di Milo, si affacciano – talune doloranti, altre prepotenti. altre ancora spaventevoli – i ricordi di un famoso romanziere a corto d’ispirazione disposto a tutto pur di uscire dalla palude; di sua moglie, donna insoddisfatta, egoista e amareggiata; di una maliarda stagionata dalle mille collane tintinnanti e dagli ambigui e stregoneschi poteri; di una schiva Cenerentola dal cuore d’oro e dalla volontà di ferro; di un giovane disilluso e annoiato, diviso tra il morboso attaccamento alla sorella e la graduale scoperta della propria omosessualità.
Milo si addentra tra le onde delle memorie proprie e altrui, onde perigliose come in ogni Odissea, fino a raggiungere – e il lettore scoprirà con quale esito per lui – la meta prefissata e cioè scoprire le circostanze che hanno portato alla sua nascita.
Ma si può tornare davvero indietro nel tempo, quasi materialmente, per giungere a una verità che cerchiamo? O è possibile soltanto farlo aiutati dai resoconti di chi ci ha conosciuto, rischiando così di divenire oggetto di una biografia scritta da chi, arrogante, è convinto di catturare la sempre sfuggente verità?
Nel primo caso si rasenta il delirio, nel secondo si diventa preda di mistificazioni. Ed è questo il tormento dell’autrice.
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