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Prima del 13 dicembre 2009 il Governo Berlusconi toccava presso l’opinione pubblica italiana il punto più basso di consenso mai registrato. La posizione del premier nell’ambito del processo Mills, dopo il pronunciamento di illegittimità costituzionale del Lodo Alfano, veniva scongelata dopo quasi un anno e il Cavaliere veniva riammesso nel processo in qualità di coimputato. Le dichiarazioni di Gaspare Spatuzza gettavano nuove ombre sulla nascita di Forza Italia e sui rapporti di Dell’Utri con Cosa Nostra. La cosiddetta norma del ‘‘processo breve’’ suscitava aspre reazioni politiche e nella società civile. Il 5 dicembre vi era stata a Roma la manifestazione dell’anno, il “No Berlusconi day”, la prima manifestazione apartitica indetta dalla Rete, che aveva inondato la capitale con un milione di persone che chiedevano le dimissioni del Capo dell’esecutivo. L’ipotesi che l’attentato sia stato pensato e messo in opera al fine di raggiungere determinati obiettivi politici, che sia servito a scopo ricattatorio non appartiene alla fantapolitica. Che una finta aggressione contro il Presidente del Consiglio possa essere stata somministrata all’opinione pubblica come il giusto antidoto atto a garantire un silente assenso da parte di quegli schieramenti politici che erano già accusati di inasprire il confronto democratico e infuocare la folla, e che dopo l’aggressione possono essere tacciati facilmente di essere i “mandanti morali” dell’attentato, è un dubbio che, legittimamente, può essere avanzato in un Paese libero, civile, e in una democrazia.
Il dubbio è: dietro al simbolo del Duomo c’è solo una piccola ombra appartenente ad una mente malata e isolata qual è Tartaglia, oppure quell’ombra è ben più grande, e sotto di essa sosta inconsapevole quella stessa piccola mano facilmente manipolabile?
Questo libro nasce per dar voce alla cosiddetta ipotesi complottistica riguardo all’aggressione subita a Milano dal Presidente del Consiglio il 13 dicembre 2009. La quale, pur legittima in un Paese democratico come il nostro, non ha trovato spazio e goduto di alcuna forma di approfondimento presso tutte le televisioni statali e private e sui giornali italiani. Anzi, questi media hanno contribuito a fornire all’opinione pubblica un’immagine e una ricostruzione distorta e falsata della vicenda. Gli autori, servendosi dei fotogrammi estrapolati dall’unico filmato che è stato mandato in onda, attraverso il materiale non censurato in circolazione su Internet, analizzando istante dopo istante cosa è accaduto realmente alle spalle di piazza Duomo, cercano di fare chiarezza sull’intera vicenda. L’accaduto è costellato di equivoci comportamenti, strani ed inspiegabili dettagli, trasgressioni apparentemente ingenue da parte del personale di scorta che avrebbe dovuto proteggere il leader del partito di maggioranza relativa, e soprattutto azioni di misteriosi personaggi mimetizzati tra la folla, nonché da una serie di palesi o subdole manipolazioni della verità operate dagli stessi media che avrebbero dovuto informare in maniera trasparente l’opinione pubblica.
Il dubbio è: dietro al simbolo del Duomo c’è solo una piccola ombra appartenente ad una mente malata e isolata qual è Tartaglia, oppure quell’ombra è ben più grande, e sotto di essa sosta inconsapevole quella stessa piccola mano facilmente manipolabile?
Questo libro nasce per dar voce alla cosiddetta ipotesi complottistica riguardo all’aggressione subita a Milano dal Presidente del Consiglio il 13 dicembre 2009. La quale, pur legittima in un Paese democratico come il nostro, non ha trovato spazio e goduto di alcuna forma di approfondimento presso tutte le televisioni statali e private e sui giornali italiani. Anzi, questi media hanno contribuito a fornire all’opinione pubblica un’immagine e una ricostruzione distorta e falsata della vicenda. Gli autori, servendosi dei fotogrammi estrapolati dall’unico filmato che è stato mandato in onda, attraverso il materiale non censurato in circolazione su Internet, analizzando istante dopo istante cosa è accaduto realmente alle spalle di piazza Duomo, cercano di fare chiarezza sull’intera vicenda. L’accaduto è costellato di equivoci comportamenti, strani ed inspiegabili dettagli, trasgressioni apparentemente ingenue da parte del personale di scorta che avrebbe dovuto proteggere il leader del partito di maggioranza relativa, e soprattutto azioni di misteriosi personaggi mimetizzati tra la folla, nonché da una serie di palesi o subdole manipolazioni della verità operate dagli stessi media che avrebbero dovuto informare in maniera trasparente l’opinione pubblica.
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