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L'Ossessione Espressa

La Divinita Nemica Terza Ristampa

La Divinita Nemica Terza Ristampa

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Scritto da un analista post-junghiano, mette in guardia da un eccessivo potere del

femminile nel mondo occidentale. Potere

rampante dappertutto cinquemila anni fa, è

ancora dominante nella maggior parte delle aree

del globo. È un testo da leggere con impegno,

un libro non facile.

Ecco alcuni spunti del saggio.

Non è vero che in un individuo l'equilibrio si

raggiunge con l'equilibrio tra la parte

maschile e la parte femminile né si sa cosa

tali "parti" siano davvero. Non è vero che

l'anima è un archetipo che può "far crescere"

un maschio soltanto se proiettato su una donna,

farlo procedere dallo stato beluino a quello di

"vero uomo" o, più falso ancora, da bambino ad

adulto. Semmai sono le donne a essere le eterne

bambine.

Non è vero che un uomo possa avere pace

soltanto armonizzando in unità di tutte le

componenti della psiche. Al contrario, può

raggiungere se non quiete almeno dignità e

rispetto per se stesso soltanto imparando a

navigare tra le sue contraddizioni, nel suo

caos.

Un altro luogo comune da sfatare? La teoria

della santificante conciliazione degli opposti.

Conduce a scelte devastanti per la società e

assassine per l'individuo, è la culla di ogni

bastardo compromesso politico, è il frutto

avvelenato del pensiero di Hegel e dell'eterno

oscillare tra assolutismo assassino e lassismo

scatenato proprio della sua patria tedesca.

Ultima chicca: nel rapporto con i sentimenti è

la donna a essere handicappata, schiava com'è

delle emozioni che sono causa prima dei

sentimenti stessi ma in grado, se non filtrate

alchenicamente, di soffocarli sul nascere, di

portare ogni individuo – donna o uomo che sia –

alle scelte più sbagliate della propria vita.

Erich Weisz esamina tutti questi "miti"

dell'età moderna, "miti" nel senso etimologico

di indiscutibili verità. Sono verità assolute

come in passato lo sono state quelle che

affermavano essere i negri non umani, la terra

piatta, le donne inferiori quando non streghe,

unico dio il dio dominante della cultura

militarmente superiore. Ipotesi da cui Erich

Weisz deduce essere ogni guerra una guerra tra

dèi combattuta con la carne e il sangue degli

umani.

Tra tanti luoghi comuni incrollabili,

pietrificati opinioni Erich Weisz naviga per

fare aprire gli occhi del lettore sul fatto che

tante devastanti menzogne sono volte a

riportare al potere assoluto nella cultura

occidentale una divinità arcaica ostile al

maschio della specie e al progredire della

specie umana. Per lui tale divinità nemica è la

Grande Madre.

Weisz espone il proprio eterodosso pensiero

attraverso un saggio romanzato in cui compaiono

dèi, oltre a uomini e donne. Gli dèi

intervengono nelle loro umane vicende come

facevano in remoti poemi epici o come sono

sentiti vivi e presenti e vengono invocati ogni

giorno in famiglie religiose d'ogni credo.

Gli dèi di questa saga non sono come i pupazzi

di un cartone animato o le figure costruite al

computer in storie contemporanee di grande

successo, in film e romanzi. Non sono mere

immagini commoventi. Non offrono effetti visivi

speciali in 3D, roba da videogiochi. Sono dèi

veri ed eterni. Sono dèi difficili da "sentire"

ma turbano quando toccano l'animo. Il loro

costellarsi grazie alle righe di queste libro

possono disturbare molti, come disturbano le

verità più profonde, le verità che si agitano

nel profondo dell'inconscio. Se inascoltate,

possono persino sconvolgere, irritare, fare

arrabbiare.

Si sconsiglia pertanto la lettura de La

Divinità Nemica a conformisti e iracondi,

qualunque sia la loro età e il modo di

esprimere la propria sessualità.
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