Alessandro Bugliazzini
Le Cronache di Ràvanphis: L'isola nera - I
Le Cronache di Ràvanphis: L'isola nera - I
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Descrizione (Comprensiva dei libri I - II - III)
Il mondo di Ràvanphis è profondamente diviso dal mare e da insormontabili montagne.
Pharados, un uomo dai poteri quasi divini e mosso dal rancore più profondo, viene cacciato dal luogo in cui è nato fino ad arrivare ad una terra lontana, dove non può essere ostacolato e sulla quale costituisce il proprio impero. La crudeltà e il potere dei suoi discendenti si affievolisce con il passare dei secoli, fino al giorno in cui uno di questi, l'imperatore Tusna, inizia a comprendere quanto gli è stato segretamente tramandato e il desiderio di vendetta all'interno della propria essenza.
Un uomo coraggioso, Farthan, accompagnato da Kalatur, uno strano e misterioso criminale che lui considera come la propria nemesi, partiranno per volere di Tusna alla volta di Tyrnémos, le terre ad ovest dell'impero oltre un grande mare; tanto lontane da essere sconosciute agli abitanti dell'impero e cariche di una magia che tutti credono inesistente. Tyrnémos si rivelerà il luogo peggiore nel quale potessero capitare; l'influenza degli antichi poteri di quelle terre, le sue maledizioni e un terribile esercito nero, si riveleranno tanto forti da rendere la sorte di ogni suo abitante, o viaggiatore, una continua sfida contro l'orribile e mortale natura di quei luoghi.
Quarta di copertina del libro I
«Le tue parole hanno colto quanto noi tutti consideriamo come una verità
assoluta,» e nel rispondere si alzò dal trono avvicinandosi a Teurat che
tornò ad abbassare gli occhi, «hai parlato di terre conosciute. Ed esse sono
molte, vaste, ricche, alcune selvagge, altre colme di coltivazioni e altre an-
cora abbandonate perché aride.» arrivò di fronte a lui e si chinò portando il
viso accanto al suo per parlare con voce delicata, ma carica di un accento
malvagio, «Ma altre terre fedele Teurat… molte altre sono ancora sconosciute
a noi che ne ignoriamo l’esistenza. Sono selvagge e lontane, ma piene di
ricchezze e della magia più potente; aspettano il loro legittimo sovrano
allontanato ingiustamente dai suoi nemici che adesso sono lì, immobili, ad
aspettare pregando che non avvenga mai il suo ritorno.»
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