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Massimo Siviero

Il diavolo giallo

Il diavolo giallo

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Raffinerie dell’oppio e mercato fiorente della droga nel Mediterraneo. Il duro colpo inferto dalla Sureté alle raffinerie ha costretto la malavita marsigliese a sviluppare in Italia i traffici dell’oro bianco che uccide con laboratori e centri di smistamento a Palermo e Napoli per i mercati europei e americani. Nella città partenopea e in provincia la mala marsigliese è tornata ad agire. Soprattutto con il narcotraffico di qualità grazie all’abilità dei chimici marsigliesi di origine corsa che ottengono eroina purissima dalla raffinazione della morfina. Anche la ‘ndrangheta si servirà in seguito di questi specialisti.
A Napoli esplode la guerra con la nuova camorra. Il Marsigliese trascorre giornate terribili, tutti vogliono farlo fuori.
Antoine, negli anni caldi del soggiorno francese, aveva lavorato bene. Non era mai stato preso con le mani nel sacco per reati gravi. Era un disonesto con la fedina pulita. Con un solido conto in banca ha dato un calcio al passato ed è rientrato a Napoli. Ma gli amici marsigliesi tentano di farlo rientrare nel giro o di farvelo uscire del tutto: con un funerale.
Ora, però, un delitto raccapricciante tiene in fibrillazione il commissario Abruzzese. In un cassonetto un netturbino trova la testa mozzata di una giovane entraineuse che lavorava al "Gatto Nero" sul lungomare partenopeo. Il guaio è che il locale notturno appartiene al Marsigliese e manca il corpo di quel macabro rinvenimento. Il rituale è tipico della malavita d’Oltralpe, delitti eccellenti avvenuti in precedenza parlano chiaro. Ma i magistrati inquirenti concentrano i sospetti sullo spazzino. Un povero diavolo colpevole forse di alcolismo e di avere una moglie infedele. Di questo è convinto il commissario Abruzzese, della sua innocenza. Le sue indagini si allargano dai bassifondi ai quartieri alti della metropoli. Antoine è costretto a collaborare con la polizia e comincia una caccia mozzafiato all’assassino dove dialoghi serrati e ritmo delle azioni non lasciano un solo attimo di tregua alle pagine del romanzo. Intanto Napoli è tutta intorno alla squadra di calcio del cuore e al suo campione. Ma in realtà tutti hanno una grande paura.
«Massimo Siviero ci consegna questo giallo dal congegno perfettissimo, cosa sorprendente, visto che è ambientato a Napoli, una città così tanto “scongegnata”. E se il romanzo di Siviero è al tempo stesso così perfetto e così vivo, è perché egli arruola, intorno a una donna «morta assassinata», un esercito di viventi d'ogni sorta e d'ogni ceto, sospetti e sospettabili, camorristi di casa nostra e camorristi marsigliesi, contrabbandieri e prostitute, infermieri tuttofare ed equivoci chirurgi, grandi farabutti e minimi povericristi. Questo Diavolo giallo piacerebbe a Francesco Mastriani, raccontatore sommo di una Napoli perversa e di una topografia napoletana talora al limite del fantastico… Luigi Compagnone»

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