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I prezzi e il modello Robin Hood
I prezzi e il modello Robin Hood
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“Se una persona ci chiede quanto costa, non può essere un nostro cliente.” Lo dicono alla RollsRoyce. A tutti gli imprenditori piacerebbe poter assumere questo atteggiamento. “Con 29 euro ti diamo due pernottamenti e una pizza sul mare dell’Abruzzo”, si legge su uno dei siti di social shopping. “Con 12 euro puoi scegliere fra destinazioni diverse come Malta, Barcellona, Ibiza e Costanza”, propone una compagnia aerea. Si sa che non esiste un valore oggettivo di nulla, non è mai esistito. In passato, almeno potevamo farci scudo del detto “chi più spende meno spende”. Oggi ci troviamo seduti sul sedile di mezzo di un Boeing 737, accanto a due corpulenti individui che non ci lasciano neppure lo spazio per sfogliare le pagine di un libro e, sbirciando i loro fogli di imbarco, scopriamo che uno ha speso 9 € e l’altro ne ha spesi 18 per un volo che a noi è costato quasi 100 €. Capiamo di aver sbagliato qualche cosa: di non esserci mossi per tempo. Chi vuole prenotare una camera d’albergo sul sito di un’OLTA (On Line Travel Agency) scopre che quella che gli piacerebbe è l’ultima rimasta e che c’è qualcun altro che la sta prendendo in considerazione e quindi si deve sbrigare. Che cosa sta succedendo sui mercati? Come può fare l’imprenditore che pensa ancora che in fondo il prezzo di ciò che vende deve coprire i suoi costi e fargli guadagnare qualche cosa? Forse deve cambiare la sua idea del concetto di costo, di ricavo e di prezzo e imparare il sistema Robin Hood, che è alla base della ormai inevitabile differenziazione dei prezzi.
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